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"Sono venuto per
Servire"
Di Don Gallo e
Loris Mazzetti
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"Drogati
di merda". Così Don saluta i suoi ragazzi che gestiscono
l'osteria marinara A' Lanterna in via Milano dove si mangia un
pesce da favola. "Solo io li posso chiamare così". Nel saluto
c'è tutto l'affetto del mondo per i suoi giovani, per i tanti
che sono passati dalla comunità di San Benedetto al Porto, che
lui ha aiutato a uscire dal tunnel della droga e del malaffare.
Don lo avevo incontrato altre volte, durante un dibattito o un
suo intervento in qualche mia trasmissione. Le sue parole mi
hanno sempre affascinato, non sono mai buttate al vento, hanno
sempre un senso, ti rimangono dentro, ti fanno pensare. Quando è
stato ospite a Che tempo che fa, mentre Fazio lo intervistava,
io ero seduto dietro la scena, seguivo la ripresa attraverso un
monitor di servizio, ascoltandolo pensavo: "Peccato che Don sia
un prete, se fosse un politico, avremmo trovato il nostro
leader". È facile fare il rivoluzionario con il fucile in mano,
anche se a volte è inevitabile, soprattutto quando si lotta
contro il dittatore o l'usurpatore. Di Andrea Gallo conosco
quasi tutto e mi sono reso conto, studiando la sua vita, che è
quella di un grande rivoluzionario non solo per il bene che fa,
ma per la forza della sua parola, l'esempio dato dal suo modo di
vivere, per la capacità di rendere semplice tutto quello che
è complicato.
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"Asce di guerra"
di Vitaliano Ravagli e WuMing
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"Le
storie sono asce di guerra da disseppellire". L'epopea del
romagnolo che finì in Indocina e dei comunisti dell’espatrio
clandestino negli anni Cinquanta.
C'erano anche italiani a combattere i
guerriglieri Meo, nel fango e nell'orrore della giungla
laotiana, pochi anni prima della "Guerra del Vietnam".
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